Il tentato rapimento

scritto da alessandro il 3 febbraio 2003 Commenti 0 Leggende del quotidiano

Una donna stava facendo delle compere in un grande magazzino insieme alla sua bambina, quando si è voltata per un attimo. Subito dopo, si è resa conto che la piccola era sparita. I funzionari addetti al controllo hanno bloccato le uscite e hanno perquisito il grande magazzino. La bambina è stata ritrovata in un bagno insieme a due donne che le avevano tagliato i capelli e le avevano fatto indossare abiti diversi. Le due donne sarebbero poi state rilasciate per evitare una cattiva pubblicità al grande magazzino.

Nella maggior parte delle versioni si ritrovano le porte bloccate, la bambina sparita e ritrovata in un bagno, i capelli tagliati (e speso anche tinti), il cambio dei vestiti e il presunto soffocamento della notizia da parte del grande magazzino, della polizia o dei media. Una leggenda simile, rileva Paolo Toselli, cominciò a diffondersi in Italia intorno al 1990, ed è rilevante notare come i rapitori sono quasi sempre gli zingari, a riprova della perenne ossessione verso di loro fondata su atavici timori. Inizialmente la leggenda italiana raccontava di un bambino, o una bambina, rapito al supermercato da una zingara che l'aveva legato ad una gamba e nascosto sotto l'ampia gonna. Dall'estate del 1993, invece, si è andata diffondendo una versione molto più simile a quella americana.

Il bambino, che era seduto sul carrello spinto dalla mamma, scompare improvvisamente. Quest'ultima da l'allarme e le porte del supermercato vengono subito chiuse. Trascorsi alcuni minuti, il bambino viene ritrovato in un gabinetto assieme a degli zingari che nel frattempo gli avevano completamente rasato la testa, cambiato i vestiti con altri più usurati e sporcato il viso per renderlo il più possibile irriconoscibile.

Di solito chi era a conoscenza della storia l'aveva saputa da un'amica che conosceva la cassiera del supermercato. I giornali non ne avevano parlato dietro richiesta della direzione del supermercato onde evitare una pubblicità negativa.  Come ho già fatto notare, i "cattivi" sono gli zingari, con tutte le varie denotazioni che il loro stereotipo implica; ecco quindi che il bambino viene "acconciato" per essere più simile a loro, ovvero rasato, vestito con indumenti usurati, e soprattutto sporcato. Penso quindi non ci sia nient'altro da aggiungere sulla adattabilità della storia per la tradizione popolare italiana per quanto riguarda questa traslazione dei rapitori.

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