Tratta delle bianche

scritto da alessandro il 5 febbraio 2003 Commenti 2 Leggende del quotidiano

Siamo in una grande città. In un elegante strada del centro storico ci sarebbe una boutique con un sotterraneo misterioso, attrezzato come una sala operatoria. Qui verrebbero sequestrate e sezionate le sfortunate clienti, allo scopo di alimentare un terribile mercato nero di organi umani. La storia "ufficiale" suona grossomodo così:

"Una coppia di fidanzati si reca in questo negozio. La ragazza va dentro da sola e il suo ragazzo la aspetta fuori mentre guarda le vetrine. Mentre prova un indumento, la ragazza vede a terra una strana botola e, alzandola nota nell'oscurità dei camicioni bianchi e alcuni oggetti strani da chirurgo. Mentre li osserva, viene afferrata e buttata giù. Il ragazzo, dopo un'ora che aspetta fuori impaziente, entra dentro chiedendo della ragazza, ma nessuno sa dire dov'è. Allora, preoccupato, dà l'allarme alla polizia. Sembra che lì sotto dei chirurghi asportassero gli organi delle ragazze e poi li vendessero al mercato nero."

Paolo Toselli ricorda che episodi simili venivano già raccontati dalla seconda metà degli anni '80, ambientati generalmente nei capoluoghi di regione. "Nei giorni scorsi - scriveva Annamaria Rivera su La Gazzetta del Mezzogiorno - a Bari si è narrato di donne che, misteriosamente scomparse nel retrobottega di questo o quel negozio, sarebbero state uccise e squartate per prelevarne gli organi da destinare poi a trapianti. In una delle versioni raccolte, una donna entra nel negozio per acquistare un abito, viene invitata ad accomodarsi in un locale retrostante per provarlo, quindi viene sequestrata, narcotizzata e nascosta in cantina". Questa leggenda è diffusa un po' in tutta Italia, seguendo lo stesso schema narrativo, solamente con l'aggiunta o il cambiamento di particolari che variano nel tempo e nel luogo.

Commenta Paolo Toselli: "Lo spauracchio della "tratta delle bianche", dell'esistenza di un'organizzazione malavitosa ben organizzata operante il ratto sistematico di donne occidentali è estremamente diffusa ed è stato, dalla fine del XIX secolo sino agli anni Venti, un tema preponderante nella cultura di massa, fonte di innumerevoli film, opere teatrali, romanzi popolari. Ma lo ritroviamo anche ai giorni nostri, riproposto insistentemente a proposito della sparizione a New Orleans di Ylenia Carrisi, nel gennaio 1994."

Secondo la ricostruzione storica attuata dalla sociologa Véronique Campion-Vincent, intervistata da Paolo Toselli: "la falsa versione della tratta delle bianche - rapimento a caso, avvilimento immediato, organizzazione di trafficanti superpotente - ha fatto la sua comparsa un centinaio di anni fa. Ha accompagnato i movimenti di riforma sociale e di lotta contro l'espansione e lo sconfinamento della prostituzione. Il movimento prese il via dall'Inghilterra verso il 1885. Contemporaneamente il concetto di tratta delle bianche venne riconosciuto giuridicamente, e già nel 1914 si erano formate in una dozzina di paesi delle società impegnate nella lotta contro questo traffico"

Vediamo ora come ritroviamo la stessa leggenda oltre Oceano:

"Una giovane coppia era andata al cinema, ma aveva dovuto sedersi a qualche fila di distanza perché la sala era piena. A un certo punto la ragazza ha provato una sensazione spiacevole, e l'ha attribuita al morso di un insetto, e poco dopo ha cominciato a stare male. La donna seduta accanto a lei, notando i movimenti della ragazza, le ha chiesto se si sentisse ben e si è offerta di accompagnarla fuori. A questo punto interviene il ragazzo, che la porta fuori. Portata la ragazza da un medico, il dottore si rese conto che le era stata iniettata con una siringa ipodermica una forte dose di stupefacente."

La paura della "tratta delle bianche" era molto forte negli Stati Uniti degli anni Trenta, e si riferiva soprattutto, a differenza del nostro paese, al mercato della prostituzione. Vicende del genere ruotano quasi sempre intorno a una ragazza che viene drogata con una siringa in un cinematografo attraverso una fessura nel sedile. In tutti i casi, una persona sconosciuta salta fuori offrendosi di aiutare la vittima, con lo scopo reale di rapirla. Il compagno della ragazza riesce comunque sempre a salvarla da una vita di degradazione, allontanando l'estraneo (o l'estranea) e insistendo per aiutare personalmente la sua amica.

Commenti

kalista
23/07/2010 15:35:26
ottimo sito, mi congratulo.
ricordo benissimo il caso di Bari (abito in quella provincia) , il negozio in questione era uno dei primi franchising che si vedevano in quella città,era un tipo di negozio nuovo:desigh moderno,abiti alla moda, target di adolescenti (all'epoca o ti vestivano da bambino o da adulto, non c'erano troppe vie di mezzo, almeno qui)
Ovviamente le vendite decollarono immediatamente, a discapito dei negozi tradizionali. e qui fa capolino la leggenda in questione. difatti spenta l'eco il negozio chiuse per calo di vendite e le voci che ormai erano ben radicate nella gente.
ora la leggenda è tornata in voga con i negozietti gestiti dai cinesi, e si ripresenta più o meno ogni anno.
blood
20/12/2010 16:31:10
qualche anno fa,si raccontava la stesa storia ma veniva riferita ai cinesi o giapponesi, il periodo risale all' immigrazione di essi in italia, al perido in cui molti di loro venivano in qui per lavoro,la storia e' sempre la stessa tranne per il fatto che la vicenda si svilgeva in un negozio d'abbigliamento cinese.
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