La bambina dei biscotti

scritto da alessandro il 1 aprile 2003 Commenti 1 Leggende del quotidiano

Da sempre durante dei campi Scout, si sente all'interno di qualche tenda qualcuno che racconta questa storia, ovviamente giurando di averla sentita a sua volta da qualuno che conosceva benissimo i fatti e che aveva l'aveva vissuta in prima persona.

"Qualche anno fa, durante un campeggio Scout, una bambina si presentava ogni giorno presso i ragazzi. Era tutta vestita di bianco, bionda e dal sorriso angelico, e candidamente chiedeva dei biscotti da mangiare. Era ormai diventata un’amica per i giovani, che oramai la aspettavano con un malcelato sorriso derivato dall’insolita situazione. Addirittura mettevano da parte i biscotti da darle, e spesso si intrattenevano a parlare con lei, nonostante la sua timidezza la facesse apparire un po’ silenziosa.
Dopo una settimana i capi scout andarono al paese più vicino per fare rifornimento di cibo. Entrarono nel supermercato, fecero spesa e al momento di pagare si accorsero che dietro al bancone era appesa la foto della bambina dei biscotti.
Incuriositi chiesero al negoziante indicando la foto: “E' sua figlia? Viene sempre da noi a mangiare biscotti!”. Il negoziante diventò pallido in volto e rispose: "Non è possibile... mia figlia è morta sette anni fa!"

La leggenda prende chiaramente spunto, se non da costituire quasi una variante della più nota leggenda dell'autostoppista fantasma. Anche qui abbiamo una vittima innocente, stavolta addirittura una bambina, vestita di bianco, simbolo di purezza ma anche il colore tradizionale dei fantasmi.
Anche qui la scoperta avviene per caso e soprattutto tramite una foto. Ancora i genitori ad annunciare la morte della propria figlia. Cosa c'è di più triste di un genitore a cui è morta la propria figlia?

Commenti

Prisca Italia
23/03/2010 21:48:14
"La leggenda narra di un gruppetto di scouts (una squadriglia, un gruppo di circa 5 ragazzi sui 15 anni) che, persosi in un bosco, viene aiutato a ritrovare la strada da un'altro gruppetto, incontrato sul luogo.
Solo più tardi i ragazzi scoprono che il gruppo che li ha aiutati era in realtà composto di ragazzi che lì avevano perso la vita, senza mai riuscire ad andarsene (o cadendo in un burrone)".
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