La strana morte di Jim Morrison

scritto da alessandro il 31 luglio 2003 Commenti 0 Musica

James Douglas Morrison (1943 - 1971) cantava il male di vivere, di amore e di morte, di sesso e di follia, di droghe e di sensazioni. Fu uno dei precursori della rivoluzione culturale del 1968, simbolo di quella controcultura propria di una generazione arrabbiata e dolente, che ricercava un mondo migliore. Impersonò la sregolatezza, l'eccesso, il rock nella sua forma più trasgressiva.
Il 3 luglio 1971, a soli 27 anni, Morrison si spense, generando da quel momento un'infinità di voci e false notizie circa le modalità (o la veridicità) della sua scomparsa. Le cause della sua morte sono tuttora non chiare: il suo corpo fu trovato dalla sua fidanzata, Pamela Courson, immerso nella vasca da bagno, con un rivolo di sangue che scendeva dal naso.
L'assurda fretta con la quale fu chiusa la sua morte improvvisa, fu anche la scintilla che alimentò i dubbi sulla sua reale morte. Nussuno infatti, oltre alla stessa Courson e al medico che firmò il certificato di morte riuscì a vedere la salma. Sia gli altri membri della band che il loro manager Bill Siddons poterono solamente piangere una bara sigillata.
A Parigi, nella Villa Lumiere, si era trasferito quattro mesi prima insieme alla sua ragazza. Ne aveva abbastanza dei Doors e della California, malgrado la band gli avesse dato fama e ricchezza, da anni aveva rinnegato la sua famglia, e l'abuso di droghe e alcolici l'avevano reso ormai irriconoscibile. Voleva costruirsi una nuova vita come poeta. Oggi la sua tomba nel cimitero di Pére Lachaise è quasi un monumento nazionale e viene visitata costamente dai suoi fans (ma si dice che il corpo sia stato trasferito in realtà a Melbourne, in Florida nella tomba di famiglia).

La versione dei fatti ufficiale, secondo la deposizione di Pamela, racconta che Jim si sentisse male quella sera, lei voleva chiamare un medico ma lui si rifiutò, dicendo che avrebbe fatto un bagno caldo. Lei si addormentò e al suo risveglio, non trovando Jim accanto a lei, corse in bagno; lo trovò nella vasca e pensava stesse dormendo. Accortasi che era incosciente, presa dal panico chiamò un loro amico, il signor Ronay, il quale arrivò dopo mezz'ora e fece chiamare un ambulanza. Tutto inutile, era ormai senza vita da qualche ora.
Il Medico legale, Max Vassille, compilò uno sbrigativo referto in cui, notando l'assenza di traumi fisici e basandosi sulla testimonianza della Courson secondo cui Jim soffriva di dolori al petto ed abusava di alcolici, dichiarò la sua morte "per causa naturale". Nessun esame venne condotto sul corpo.
La cerimonia funebre fu celebrata frettolosamente il 7 luglio alle 8.30 del mattino, senza cerimoniere e senza preghiere. Solo dopo qualche settimana i custodi del cimitero apposero sulla lapide una targa con il suo nome (storpiato in Morisson).

I dubbi sulla sua morte non sono mai stati tuttavia ritenuti così importanti da indurre la magistratura ad aprire un caso sulla sua scomparsa e d'altronde l'unica testimone degli eventi, ovvero Pamela, morì nel 1974 per overdose (è risaputo che lei fosse una convinta eroinomane, nonostante Morrison fosse contrario a questa droga, prediligendo maggiormente alcolici, acidi e cocaina). Vivo o morto che sia, Jim Morrison è entrato nella leggenda, e come tale esisterà per sempre.

Commenti

Commenti chiusi
Seguici via RSS


RecentComments

Ultimi Commenti
Comment RSS
Login
Accedi
 
 
Log in