11 settembre: attacco al Pentagono

scritto da alessandro il 6 settembre 2003 Commenti 1 Guerre e Complotti

L'11 settembre 2001, oltre agli aerei contro le Torri Gemelle, ne fu lanciato uno contro il Pentagono, l'inviolabile fortezza dell'Intelligence Americana.
Secono però l'opinione pubblica in verità nessun aereo si schiantò contro il Pentagono, ma si disse così per coprire un problema ben più grave, un'attentato partito dal'interno, da chi aveva accesso al Pentagono stesso, minando così la sicurezza interna america, cosa ben più grave di un'attacco derivato dall'esterno.
Il primo a diffondere tale teoria, insieme a molte altre e ad una visione dei fatti dell'11 settembre da un'ottica altamente critica verso gli Stati Uniti e i loro rapporti con i paesi medio-orientali, è stato il francese Thierry Meyssan, che espone le sue teorie e ipotesi nel volume: "L'Effroyable Imposture"; idee diffuse poi in rete dal giornale elettronico francese www.asile.org (dove è tuttora possibile accedere a una sezione molto approfondita riguardo l'argomento).
Secondo le prove raccolte da Meyssan, G. Bush e Osama Bin Laden avrebbero contrattato per diverso tempo riguardo un'attentato che avesse distolto e indirizzato l'opinione pubblica americana verso un nuovo nemico: il terrorismo. Gli Stati Uniti avrebbero voluto distogliere l'opinione pubblica da alcune scelte politiche-economiche errate, e soprattutto, con l'attacco alle Torri Gemelle, sarebbe stato distrutta una base segreta della CIA all'interno delle stesse, le cui attività illegali erano sfuggite alla possibilità di controllo da parte del Governo Americano.

L'attentato all'ìnterno del Pentagono sarebbe stato realizzato una cellula islamica che frequentava, o comunque aveva acesso ai locali dello stabile. Egli avrebbe quindi introdotto all'interno un'ordigno esplosivo e lo avrebbe fatto esplodere con le conseguenze che conosciamo. In questo senso le foto sembrano confermare tale ipotesi; non c'è traccia dell'aereo, non ci sono testimoni che l'avrebbe visto arrivare, non è stata trovata traccia del carburante e della fusoliera. Cosa successe allora quel giorno? Vediamo di approfondire sia l'ipotesi del complotto sia quella dell'incidente.

Ipotesi Meyssan

Qui di seguito raccogliamo alcune immagini che confermerebbeo l'ipotesi di Meyssan, ovvero che non ci sia stato nessun aereo a schiantarsi sul Pentagono.

  1. Ecco una fotografia satellitare del Pentagono alcuni giorni dopo l'impatto. Si vedono chiaramente che i danni sono limitati alla parte più esterna dell'edificio, mentre quella interna rimane soltanto annerita dalle fiamme. Come è possibile che un aereo di quelle dimensioni non sia riuscito ad intaccare gli anelli interni?
  2. Anche qui possiamo vedere chiaramente che i danni maggiori si sono limitati alla parte più esterna. Le macerie sono tutte addossate verso l'esterno, chiaro segno che l'espolosione deve essere partita dall'interno dell'edificio. Inoltre non si notano traccie dei rottami del velivolo.
  3. Ecco un'immagine pochi minuti dopo l'impatto. Oltre a non vedere ancora i resti dell'aereo, è possibile vedere che la parte danneggiata sia solamente il piano terra. Gli altri piani crolleranno poi per effetto delle fiamme circa un'ora dopo (h. 10.10). Com'è possibile che un'aereo del genere possa intaccare solamente uno o due piani?.
  4. Ancora un'ora dopo l'impatto, i piani superiori sono crollati, ma ancora non v'è alcuna traccia dell'aereo.
  5. Riportiamo qui un'elaborazione grafica curata dal sito Clarence, dove viene sovrapposto la figura di un Boeing sui rottami, cercando di rispettare le proporzioni. Come mai non sono bene visibili i rottami dell'aereo? 

Ma l'aereo c'era eccome!

Chiariamo subito che non è vero che non si siano trovati i resti dell'aereo. Le foto mostrate sono autentiche, ma scelte appositamente per indurre a pensarla come Meyssan; i resti dell'aereo ci sono eccome. Per quanto riguarda il fatto che ci sarebbero stati danni solamente nella parte esterna dell'edificio, basta dare un'occhiata alla foto a fianco per vedere che l'impatto ha avuto ripercussioni fino all'anello centrale.

Anche i detriti degli anelli più interni ci sono, solo che avendo inquadrature frontali, essi sono mascherati da quelli dell'anello esterno. Uno dei punti a favore della tesi di Meyassan era la presunta incapacità di un boeing di fare così pochi danni; possibile che un aereo di quelle dimensioni possa intaccare solamente il piano terra dell'edificio?
A favore di ciò, vengono date le misure del velivolo (13.6m di altezza, 47.3m di apertura alare, 24m di lunghezza).

In verità non è vero che sia stato intaccato solo il piano inferiore, ma sono state scelte foto in cui la breccia nei piani superiori è coperta dal fumo o dai getti d'acqua dei pompieri. Tra l'altro le misure indicate si riferiscono all'aereo appoggiato sul carrello, e include nell'altezza anche l'alettone di coda.
Togliendo la coda e i carrelli, l'altezza effettiva dell'aereo si riduce di quasi la metà. Per quanto riguarda i rottami dell'aereo, dobbiamo considerare che sarebbe fisicamente improbabile che un aereo "rimbalzi" schiantandosi in un edificio di quelle dimensioni; esso tenderà piuttosto a penetrarvi. Considerando poi che il Pentagono è costruito con cemento armato e kevlar, è facile supporre che l'aereo si sia letteralmente sbriciolato.

Ecco quindi che, come mostrano, le foto a fianco, i pezzi dell'aereo sono sparsi tutt'intorno la zona dell'impatto, in piccoli pezzi. Le parti più solide del velivolo, come i motori e la fusoliera, sono rimaste abbastanza intere da penetrare nell'edificio, solo alcuni frammenti di essi sono rimbalzati verso l'esterno.

Commenti

Federico
22/04/2011 13:12:33
Ma state scherzando, quelle secondo voi sono foto di un aereo schiantato, due rottami che sembrano di un modellino, ma, da adesso sarò molto critico riguardo alle informazioni che diffondete perchè vedo che non avete un approccio molto obiettivo.
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