JFK: Chi uccise il presidente?

scritto da alessandro il 6 settembre 2003 Commenti 0 Guerre e Complotti

22 Novembre 1963, Dallas. Il neo-presidente John Fitzgerald Kennedy viene assasinato. L’intero paese degli Stati Uniti si ferma, e con lui tutto il pianeta. Dopo poche ore tale Lee Oswald viene arrestato come autore dell’omicidio. Non ci sono certezze, ma la verità non riesce a venire a galla perché anche Oswald, dopo poco, viene assassinato da un qualunque(?) Jack Ruby.
La Commissione Warren viene istituita dal Governo per indagare sul caso, ma il rapporto che viene consegnato alla fine risulta decisamente ambiguo e opinabile. Nasce la voce del complotto.
Grandi autori (Norman Mailer in “Oswald: un mistero americano”, Don DeLillo in “Libra”, James Elroy in “American Tabloid” e David Foster Wallace in “Lyndon”), grandi registi (Oliver Stone in “JFK”), artisti, sociologi e filosofi si sono dati da fare per anni analizzando, ricostruendo e ricercando una verità che a tutt’oggi non accenna a venire fuori. E forse mai lo farà, portando il caso JFK come uno dei baluardi delle teorie dei complotti governativi.

Ma chi è stato ad uccidere Kennedy? Si è detto di tutto. Che sia stata la Mafia, che sia stata la Massoneria, che sia stato effettivamente Oswald, che sia stata una cospirazione politica o un gruppo terroristico o i comunisti. Ma quali sono le incongruenze e gli avvenimenti decisamente strani che hanno generato questa idea condivisa da molti?
Innanzitutto l’approssimazione usata dalla Commissione Warren. Strano che per l’assassinio di un presidente sia stata nominata una Commissione tanto inefficace e per molti versi incompetente. Essa ha deliberatamente ignorato eventi, male interpretato fatti, ha elaborato la famosa teoria del Proiettile unico, decisamente improbabile.
Il percorso fatto fare a Kennedy viene cambiato all’ultimo momento, e casualmente viene fatto passare in una zona decisamente più a rischio di triangolazione di fuoco.
Il famoso filmato Zapruder, che riprese il presidente al momento del colpo, dimostra chiaramente che lo sparo non poteva provenire dal luogo in cui si ipotizzò fosse Oswald. Proprio lui venne trovato tutto tranquillo al secondo piano di uno stabile un minuto e mezzo dopo lo sparo, anche se avrebbe dovuto sparare dal sesto piano.
L’ambulanza presente a Dealey Plaza, che avrebbe potuto soccorrere e salvare il Presidente, non c’era perché impegnata a soccorrere un uomo in preda a una crisi epilettica. Peccato che ulteriori verifiche dimostrarono che nessuno era stato assistito o ricoverato per crisi epilettica. L’autopsia effettuata sul corpo del presidente viene decisamente pilotata a convalidare l’ipotesi di un solo proiettile entrato nella nuca, e soprattutto viene fatta in tempi brevissimi.
Circa 75 persone coinvolte nel caso Kennedy morirono negli anni successivi, in circostanze misteriose. Il primo è Jack Zangretti, ucciso nel dicembre 1963, che sa di rapporti tra Oswald e Ruby. Solo nel 1964 muoiono tredici testimoni chiave, nell’anno successivo altre quindici, dodici nel 1965. Nel 1977, quando le indagini stavano per essere riaperte, scompaiono ben quattordici potenziali testimoni.

La teoria del proiettile unico

Ecco il grafico dell’assurda ipotesi formulata dalla Commissione Warren e conosciuta come “teoria della pallottola unica”.
Proveniente dal sesto piano dell’edificio TSBD, la pallottola entra nelle spalle di Kennedy, viene deviata da un osso per andare a forare la trachea.
Continua poi la sua corsa fino a penetrare nel braccio sinistro di Connelly, da cui sarebbe uscito prepotentemente per andare a ferirlo al polso, deviando ancora per colpa dell’osso.
A questo punto il proiettile ha ancora una nuova traiettoria che punta dritta alla gamba destra di Connally dove, finalmente, termina il suo tormentato percorso.

Il filmato zapruder

Forse uno dei filmati amatoriali più famosi del mondo, trasmesso un'infinità di volte, ed entrato oramai nella memoria collettiva.Vediamo di ripercorrere attraverso quei famigerati fotogrammi gli ultimi istanti del presidente Kennedy, e di valutare la dinamica degli eventi, così come ci appare. Il primo fotogramma che vi proponiamo (Z-133), raffigura la nota scena dell'ingresso dell'auto del presidente nel viale di Dallas.

Nel fotogramma 186 si osserva la prima reazione significativa degli occupanti della limousine presidenziale, così come di alcuni spettatori. Essi, come anche Kennedy stesso e Jacqueline (A), si voltano verso destra, come se la loro attenzione fosse colta da qualcosa di improvviso. Anche la signora Rosemary Willis (B), intenta a correre parallelamente alla macchina del presidente, si ferma e si volta in quella direzione.

Dopo alcuni fotogrammi in cui la registrazione appare disturbata, Kennedy riappare al fotogramma 225. Al 228 si vede chiaramente come indica con la mano qualcosa di strano di fronte a lui, e china il capo in segno di dolore.

Altri dettagli appaiono strani. Innanzitutto vediamo un uomo non identificato con un ombrello (A), e l’uomo al fianco (B), di aspetto latino, che tiene il braccio alzato e fermo. Essi, se confrontati con gli altri spettatori, sembrano molto più vicini alla limousine degli altri. Come mai?Al fotogramma 313 ricorre il colpo mortale alla testa, che produce la macabra esplosione di sangue.

E’ qui che si fonda la grossa critica al Rapporto Warren. Lo sparo viene chiaramente da tutt’altra direzione da dove indicato dagli investigatori (il Texas School Book Depositary dove venne trovato Oswald, che tra l’altro, in quel momento si trovava alle spalle del presidente). Inoltre sono intuibili due colpi sparati da diverse posizioni, cosa che fa cadere l’ipotesi che possa aver agito Oswald da solo.

Dopo questo momento vediamo Jacqueline raggiungere la parte posteriore della macchina, non sappiamo se spinta da una disperata ricerca di salvezza, o come vuole una macabra leggenda, per cercare di raccogliere un pezzo di cervello del marito. L’agente Clint Hill, si arrampica sulla Limousine per offrire protezione, ma il presidente giace sul sedile ormai esanime (Z-375).

(Z-416) La limousine accelera e si dirige verso il raccordo stradale per giungere al Parkland Hospital. Vediamo qui James Tague (nel cerchio rosso) davanti la sua macchina. Tague fu colpito da un proiettile, e fu proprio questo fatto che obbligo la commissione Warren a riconoscere che ci fossero stati (almeno) due colpi, uno dei quali mancò il bersaglio.

Come tutti i testimoni affermarono ci furono tre spari, e il filmato zapruder prova che tutti e tre vennero da posizioni differenti. Ecco perché anche la teoria del proiettile unico, oltre ad essere inverosimile, non corrisponde ai fatti.

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