Procter, Gamble e Satana

scritto da alessandro il 6 settembre 2003 Commenti 0 Commerciali

I protagonisti più frequenti delle voci sono stati e sono gli oggetti, i prodotti di consumo realizzati industrialmente. In un mondo che con velocità vertiginosa si popola ogni giorno di una molteplicità di nuovi oggetti creati dalle imprese manifatturiere, oggetti che altro non chiedono se non di essere acquistati, posseduti, utilizzati, consumati.

All'origine del fenomeno c'è una ancora profonda diffidenza verso i prodotti industriali. Talvolta, anche se non è stato dimostrato, sono i produttori concorrenti a mettere in giro le dicerie; in altri casi la voce nasce spontaneamente, magari ispirata da fatti di cronaca. Ovviamente non tutte le voci hanno la stessa capacità di persuasione, e non sempre hanno quindi effetti negativi sulle vendite di un prodotto.

Uno dei casi più famosi è proprio quello della Procter & Gamble, la multinazionale Usa dei detersivi. Dal 1837, anno della fondazione, il suo marchio era strato quello del volto di un vecchio barbuto sotto un cielo di stelle. Poi, all'improvviso, nel 1982, si sparse la voce che quel vecchio era in realtà Satana. Si disse anche che i dirigenti finanziassero la Chiesa di Satana, o che addirittura l'attività commerciale florida sia stata il risultato di un patto di sangue col maligno. Prova di questo fatto sarebbero stati i 3 sei (il 666 è notoriamente il simbolo della bestia), che si possono distinguere, rovesciati, nei riccioli della barba.

Al tempo stesso, intorno agli anni '90, si sparsero voci su presunte dichiarazioni degli addetti ai lavori in programmi televisivi che avrebbero dichiarato la loro affiliazione a sette sataniche. Come se non bastasse, la presenza della luna e le stelle nel marchio spinse a pensare che la Procter & Gamble fosse controllata segretamente dalla setta del Reverendo Sun Myung Moon. La voce coinvolse migliaia di consumatori statunitensi , al punto che l'azienda fu costretta, nel 1991, a modificare il proprio marchio, togliendo i riccioli della barba.
Nel 1990 la P&G querelò alcuni distributori Amway (nota rivale della Procter & Gamble in fatto commerciale) per fomentare le voci sulle loro presunte affiliazioni con Satana. La Procter & Gamble vinse la causa. Ma aveva solo scoperto la punta dell'Iceberg. Subito nacque il sospetto che potesse essere stata proprio l'Amway, se non la causa, un grosso mezzo di diffusione delle dannose dicerie, e in effetti i processi che si susseguirono fino al 1999 confermarono questa tesi. Concorrenza sleale.

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