La "maledizione" del Che

scritto da fabio caironi il 23 settembre 2003 Commenti 0 Guerre e Complotti

Non è questa la sede per soffermarsi sulla figura di Ernesto Che Guevara, valutarne l’operato e l’impatto che ha avuto nella Storia. Questo è un sito di leggende metropolitane, non intende dare giudizi politici su un personaggio che, questo è un dato di fatto, è divenuto leggendario.

Il Che è stato ucciso il 9 ottobre 1967 a La Higuera, sperduto paesino della Bolivia, dopo essere stato catturato in combattimento. Comandava un gruppo di guerriglieri che fronteggiavano l’esercito boliviano, e che fu sterminato. A quanto risulta, il Che Guevara venne fucilato senza un processo, e alla stampa fu data la notizia che egli era stato ucciso durante un conflitto a fuoco contro l’esercito regolare.
Il Che, però, non doveva essere l’unico a raggiungere la tomba in quegli anni travagliati: ben presto si diffuse tra la popolazione una voce, la cosiddetta “maledizione del Che”, che sarebbe andata a colpire coloro che lo avevano assassinato.
Come accadde dopo il ritrovamento della tomba di Tutankhamon, alcuni dei personaggi legati alle ultime ore di Ernesto Guevara morirono, in circostanze più o meno chiare.
Nell’ordine:

  • René Barrientos, presidente della Bolivia all’epoca, carbonizzato tra i resti del suo elicottero, misteriosamente precipitato il 29 aprile 1969;
  • Honorato Rojas, che denunciò un gruppo di guerriglieri, che fu trucidato in un’imboscata, giustiziato dall’ELN (esercito guerrigliero) il 14 luglio 1969;
  • Il generale Alfredo Ovando, vittima di un golpe nel 1970;
  • Il tenente Eduardo Huerta, che catturò il Che, incidente stradale il 10 ottobre 1970;
  • Il colonnello Andrés Selich, che interrogò il Che a La Higuera, bastonato a morte durante un “interrogatorio” dai suoi ex colleghi, mentre pianificava un ennesimo colpo di stato, agli inizi degli anni ’70;
  • Il colonnello Roberto Quintanilla, che presenziò all’amputazione delle mani del Che, giustiziato ad Amburgo da una militante dell’ELN, aprile 1971;
  • L’agente della CIA Félix Rodriguez, che identificò il Che e ne fotografò il diario, tornato negli USA iniziò a soffrire di una grave forma di asma, la malattia che aveva angustiato il Che per tutta la vita;
  • Il maggiore Juan Ayoroa, che partecipò alla cattura del Che con i suoi rangers, deportato alla fine di settembre 1972;
  • Il capo di stato maggiore Juan José Torres, che aveva sottoscritto l’ordine di esecuzione del Che, assassinato a Buenos Aires da un’organizzazione di estrema destra argentina il 12 febbraio 1976;
  • Il generale Joaquìn Zenteno Anaya, che aveva trasmesso l’ordine di uccidere il Che, giustiziato a Parigi da un’effimera “Brigata internazionalista Che Guevara”, nel maggio 1976;
  • Altri personaggi coinvolti nella fine di Ernesto Che Guevara sono stati feriti, esiliati, sono paralizzati o impazziti;


La credenza popolare attribuisce tutte queste morti alla “maledizione del Che”, il quale divenne in breve un santo laico, altri le attribuiscono ad una vendetta dei servizi segreti cubani. Entrambe le ipotesi sono alquanto improbabili. I 15 anni successivi alla morte del Che videro in Bolivia un turbolento vortice di colpi di stato, esecuzioni e forti tensioni. Questi uomini, al centro di quelle vicende, furono coinvolti e persero la loro vita.

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