Cunicoli e sotterranei, tra castelli e palazzi

scritto da luigi bavagnoli il 27 ottobre 2003 Commenti 0 Oggetti Leggendari

Articolo nato in collaborazione con il sito www.teses.net, del Team Sperimentale Esplorazione Sotterranei, fondato e diretto da Luigi Bavagnoli

Da piccolo mi venivano raccontate fantasiose storie di cavalieri, castelli, tesori e fantasmi.
E puntualmente si menzionava il fantomatico passaggio sotterraneo e segreto capace di condurre in una misteriosa località all’esterno delle mura.
Queste reminescenze infantili talvolta tornano alla mente, magari durante la visita guidata di un maniero, dove l’accompagnatore può concedersi alla narrazione della leggenda relativa al cunicolo che un tempo veniva adoperato dai castellani per fuggire ed abbandonare la fortificazione, magari informandosi in modo più approfondito sulla storia di un vecchio palazzo.
Ad alcune persone è sufficiente la leggenda, ad altre il dubbio sulla veridicità della stessa rode al punto tale da dedicare ogni istante del proprio tempo libero per indagare sul mistero. L’uomo ha sempre cavato la terra per necessità, ha scavato pozzi per garantirsi l’approvigionamento idrico, ha creato miniere, per estrarre materiale utile, ha creato condotti per il trasporto delle acque, deviazioni di sorgenti, drenaggi e bonifiche. Ma non solo, ha scavato per creare cisterne, ghiacciaie, poi ancora per smaltire rifiuti liquidi.
E non dimentichiamoci dei luoghi di culto sotterranei, intere chiese, cripte, mitrei, ad esempio. E anche alcune grotte naturali vennero adattate dall’uomo per renderle abitabili.
Ancora uno sforzo e pensiamo alle inumazioni. Catacombe, cimiteri, colombari, ossari e necropoli sono opere ipogee create dall’uomo.

Galleria di Collegamento Con questa premessa pare scontato che l’uomo già dall’antichità avesse la conoscenza necessaria per scavare il terreno e ricavare costruzioni di svariato genere. E allora perché stupirci quando sentiamo leggende e storie di cunicoli segreti capaci di percorrere alcuni chilometri, salire e scendere da colline ed addirittura ospitare ambienti dove potevano essere ospitate centinaia di persone e dove, talvolta, erano presenti anche forni per poter cuocere il pane? Semplice perché alla fine nessuno, o ben poche persone, li hanno visti.
Ecco quindi che queste storie vengono raccontate dai nonni ai nipotini, da qualche anziano per incuriosire turisti ed alla fine tutti quanti danno loro il peso di una leggenda, affascinante quanto si vuole, ma nulla più. Buona parte di queste dicerie si è diffusa nell’ottocento quando gli amori ed i complotti segreti dei nobili avvenivano, secondo le voci popolari, proprio nei misteriosi ed inaccessibili cunicoli costruiti sotto ai palazzi nobiliari ed alle ville signorili. Ma cosa c’è di vero in tutto ciò? Molto. Molto è stato scoperto e molto è ancora celato e pronto ad tornare alla luce insieme ai propri misteri.
E queste scoperte avvengono grazie a gruppi speleologici che si dedicano alle cavità artificiali (un ramo della speleologia sostanzialmente differente dalla classica che avviene in grotte carsiche e naturali), a gruppi di speleologia urbana e ancora a gruppi, come il nostro di speleo-archeologia sperimentale.
Ed è proprio per dare risposta a tutti questi quesiti che nel 1998 ho fondato il gruppo Teses, (Team Sperimentale Esplorazione Sotterranei, www.teses.net), oggi associazione. Dapprima raccoglievo le leggende riportate dai libri ed i racconti che gli anziani dei paesi limitrofi alla mia città, Vercelli, mi narravano dopo estenuanti interviste.

Magazzino Sotterraneo In un secondo tempo, schedato e catalogato il tutto iniziai a studiare le basi dell’architettura, fortificata e religiosa, fino a quando trovai altre persone con le quali condividere le mie ricerche. A quel punto avevamo le basi necessarie per incominciare le ricerche e le esplorazioni.
Con le prime scoperte iniziammo a farci conoscere ed in seguito a diverse interviste televisive e radiofoniche il nostro gruppo acquistò la credibilità necessaria anche per ottenere più facilmente i permessi di accesso ai luoghi che intendevamo studiare. E cosa abbiamo scoperto?
Abbiamo scoperto che molte leggende sono molto più prossime alla realtà di quanto si credeva.
Così come in un antico palazzo abbiamo ritrovato un tratto di galleria, in un sistema di cripte abbiamo scoperto una fitta rete di cunicoli capaci di collegare vari ambienti sotterranei tra di loro.
Ma anche un vero e proprio labirinto esteso su più piani in un acquedotto medioevale che si estende, con cisterne e lunghe gallerie, sotto ad una moderna città.
Probabilmente, però, la maggior parte di questi passaggi sotterranei si trovano più facilmente in prossimità di antiche fortezze. Gallerie di collegamento, magazzini sotterranei, anguste gallerie di demolizione, gallerie di mina e di contro-mina. Il difficile sta nel trovarle, ormai nascoste da almeno trecento anni di inutilizzo, sovente inglobate nella vegetazione boschiva o addirittura sepolte da frane e smottamenti.
Per ottenere risultati apprezzabili allora si devono svolgere approfondite ricerche storiche, incrociare le cartine antiche a disposizione, sovrapponendole a mappe moderne e confidare anche un pò nella fortuna. Una volta scoperti questi ambienti si devono esplorare, con particolare attenzione ai pericoli ed alla sicurezza, rilevare, fotografare, filmare ed infine pubblicare tutto in materiale in saggi o sul sito internet rendendo fruibili a tutti queste scoperte.

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