La verità sul "Penis Captivus"

scritto da alessandro il 5 settembre 2004 Commenti 0 Leggende del quotidiano

Il fenomeno del penis captivus, e cioè imprigionato, viene menzionato solamente in alcune pubblicazioni mediche sporadiche sin dal secolo scorso. Possiamo però rilevare che generalmente sono riferiti, probabilmente, a episodi immaginari o decisamente improbabili. Anche il folklorista J. H. Brunvand, nelle sue numerose ricerche sulle leggende metropolitane, non è riuscito a raccogliere altro che documentazione dubbia e nessuna prova certa.

E' curioso, rileva Paolo Toselli nel suo libro La Famosa invasione delle Vipere Volanti (cfr. Bibliografia) "che molti manuali di sessuologia e medicina non ne facciano il minimo cenno, e quando ne trattano lo fanno in poche righe comunque riferite a problemi legati al vaginismo, una sindrome caratterizzata dalla contrazione involontaria dei muscoli costrittori della vagina che rende impossibile e intollerabile l'unione sessuale".

Un primario di urologia di Milano, intervistato dallo stesso Paolo Toselli, ha confermato la possibilità di simili casi. "La causa: un'improvvisa contrazione dei muscoli vaginali o, ancor più facilmente, la restrizione dei muscoli perineali sia nell'uomo che nella donna. Ma ha sottolineato anche la rarità e ha aggiunto di non averne fatto alcuna esperienza diretta nella sua carriera professionale". Véronique Campion-Vincet e Jean-Bruno Renard, nel loro libro sulle Leggende Metropolitane, raccontano l'episodio accaduto veramente a ginecologo di loro conoscenza, che ha effettivamente prestato soccorso, a una coppia incastrata presso l'ospedale di Caen.

E' indiscutibile comunque che le voci sentite a proposito si riferiscano soprattutto a racconti di fantasia che a casi realmente accaduti. La dimostrazione che si tratti effettivamente di una Leggenda Metropolitana si può trovare nel modello del plot, ovvero la trama o successione di eventi: messa in scena del trasposto all'ospedale e valorizzazione della funzione morale dell'increscioso incidente, con punizione di chi ha infranto le regole della fedeltà coniugale.

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