Walt Disney: voci e leggende

scritto da alessandro il 5 settembre 2005 Commenti 1 Cinema e Televisione

Come potrebbe una persona come Walt Disney, che ha fatto sognare grandi e bambini con i suoi racconti animati, non diventare egli stesso oggetto di "favole" e racconti? Non solo lui è diventato oggetto di voci e leggende, ma tutto il mondo che riscì a creare e che porta ancora il suo nome.
Ma chi era Walt Disney, l'uomo che è riuscito a creare dal nulla una delle più potenti multinazionali cinematografiche?
W. E. Dinsey nasce nel 1901 a Chicago, e passa la sua infanzia lavorando duramente nelle campagne del Missouri. In seguito si sposta di nuovo in città ed inizia a collaborare con una Agenzia Pubblicitaria dove cominciò ad occuparsi di animazione, dilettandosi poi a tempo perso con il disegnatore U. E. Iwerks in progetti originali. Grazie al fratello maggiore di Walt, Roy, i due riscono ad aprire uno studio tutto loro intorno agli anni '20 producendo alcune serie di cartoni animati, prodotte per la Universal, che riscossero un discreto successo. Quando però la stessa Universal tagliò i fondi dello studio di Disney e soci, questi dovvettero licenziare i propri collaboratori e furono costretti a tirare avanti in tre, quattro persone.

Fu proprio in quella circostanza che, lavorando ad un ritmo forsennato, il suo staff riuscì a produrre il debutto del famigerato "Mickey Mouse" nel cartone animato chiamato "Steamboat Willy". A questo successo Disney affiancò la piccola rivoluzione cinematografica del periodo: il sonoro. E il successo non tardò ad arrivare.
Di lì in poi non fu più difficile produrre storie e racconti sempre più evoluti, nacque così la "The Walt Disney Production". Dopo una grossa crisi nata intorno agli anni '40 (il periodo di guerra non era certo il più indicato per far apprezzare al pubblico le sue grandi opere del periodo, "Pinocchio" e "Fantasia"), la Disney si riprese alla grande imponendosi con forza nel mercato internazionale.
Ma intanto il tempo passava, Walt Disney si arricchiva sempre di più ma la sua salute diveniva sempre più cagionevole. Lasciata al suo staff la produzione e la direzione delle pellicole, si era buttato a capofitto nel suo proggetto più ambizioso: il parco a tema "Walt Disney World". Morì nel 1966 stroncato da un collasso cardiocircolatorio.

Tante sono le storie che si cominciarono a raccontare su di lui. Dopo la sua morte, si disse che si era fatto "congelare" per poter essere poi risvegliato nel futuro, vari i motivi per cui l'avrebbe fatto, per poter essere curato, per poter vedere il suo Parco a Tema finalmente completo, etc. Si disse anche che aveva appoggiato il Nazismo nel periodo della II Guerra Mondiale, si disse che era un violento, un cinico. Se ne dissero tante. Era diventato una delle persone più ricche del mondo facendo, agli occhi di tutti, più che un lavoro un "gioco"; un collettivo senso di invidia stava cercando di attribuirgli dei difetti, delle colpe. E anche la purezza che traspariva dalle sue pellicole aveva dei lati oscuri. Messaggi subliminali nascosti nelle sue pellicole, allusioni al sesso, allusioni al mondo della droga. Un mondo tanto zuccheroso doveva nascondere per forza qualcosa di oscuro!

Commenti

Samo
18/07/2010 15:00:23
Nel libro 'Sulle tracce di Maya Deren' che ripercorre la vita di questa grande e dura filmaker, si narra di un episodio che sconvolse una donna giovane forte caratterialmente e di grande personalità come la Deren, Disney con un compagno di giochi in un casolare vicino NY faceve delle messe nere con giovanissime ragazze. Non so se sia vero fatto sta che Un libro usato anche come testo universitario riporta questa storia
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