Sorpresa! L'assassino era Oswald

scritto da diego verdegiglio il 19 settembre 2005 Commenti 3 Guerre e Complotti

"Per vent'anni, dal 1966 all'86, ho creduto anch'io (come Gerald Posner e Jim Moore, due ricercatori americani contemporanei che cambiarono idea in seguito) alla tesi del complotto, dopo un lavaggio del cervello di rivelazioni sensazionali, nuove ipotesi, teorie tra le più varie e, a volte, assurde.
Anche a me, come a tanti, compresa, oggi, la stessa moglie di Lee Oswald, sembrava logico il sospetto: possibile che un solo, povero psicopatico abbia potuto, senza aiuto, uccidere l'uomo più potente della terra? Non potrebbero essere stati i servizi segreti, la mafia, gli anticastristi?
E perché no i razzisti, i petrolieri, i militari del Pentagono, i sovietici? E Castro?
Poi mi accorsi che le teorie iniziavano a essere troppe, i pezzi del mosaico non combaciavano più, gli scoop dei giornali riportavano novità incompatibili con certezze acquisite da tempo. Fu a quel punto che decisi di riesaminare più attentamente il caso e il Rapporto Warren (come, più tardi, le altre due inchieste governative) mi rivelò la verità più lampante, ovvia, posta sotto gli occhi di tutti: John Kennedy è caduto vittima di un cecchino isolato, grazie a una serie di casualità pazzesche".

Con queste parole Diego Verdegiglio spiega il suo cambiamento da complottista a sostenitore di una realtà forse meno romantica, ma molto meglio sostenuta da prove. Per arrivare a queste conclusioni Verdegiglio ha lavorato per molti anni e ha pubblicato un lungo e appassionato libro: "Chi ha veramente ucciso John Kennedy?" (il libro, ora esaurito, può essere tuttavia richiesto direttamente all'autore scivendo a dv52@libero.it), che contiene il risultato delle sue ricerche.

In risposta al precedente nostro articolo, dove infatti parlavamo della "teoria del complotto", forse in termini troppo "affermativi", dando l'idea che stessimo parlando di teorie comprovate, ecco giungerci le precisazioni e i risultati della ricerca del Sig. Verdegiglio, che pubblichiamo con grande piacere. [N.d.Redazione]

Di seguito pubblichiamo alcune delle considerazioni principali e la risposta ad alcune delle domande principali poste da chi crede al complotto.

1)  Il percorso del corteo presidenziale fu fatto cambiare all'ultimo momento dal sindaco di Dallas, Earl Cabell, fratello di un dirigente della CIA, affinché transitasse sotto il palazzo dov'era appostato Oswald.
L'assunzione di Oswald al deposito (15 ottobre 1963), quando ancora non solo non si sapeva quale sarebbe stato il luogo del pranzo e del discorso presidenziale (con conseguente tragitto attraverso il centro città) ma nemmeno se vi sarebbe stata o meno una parata di auto, fu assolutamente casuale: fu una vicina di casa di Ruth Paine, amica degli Oswald, a parlare con suo fratello, impiegato al Texas School Book Depository affinché Oswald vi fosse assunto. Connally, conoscendo l'atmosfera di Dallas dopo gli incidenti contro l'ambasciatore Usa all'Onu Adlai Stevenson di qualche tempo prima, consigliava addirittura di non prevedere nessuna parata, ma di raggiungere il banchetto direttamente dall'aeroporto. Solo il 14 novembre (un mese dopo l'assunzione di Oswald) furono decisi il luogo del banchetto, il corteo e il percorso (obbligato) attraverso Main Street e Dealey Plaza per imboccare l'autostrada. Il direttore del deposito Truly, inoltre, doveva assumere due magazzinieri proprio il 15 ottobre, uno per Elm Street e l'altro per un deposito periferico, fuori da downtown.
Oswald quella mattina si presentò per primo, gli fece buona impressione e decise di tenerlo al TSBD. Per quanto riguarda la scelta del corteo un mese dopo l'assunzione di Oswald, le decisioni finali su quanto proposto dal servizio segreto (in accordo con gli organi di polizia locali) furono prese da Kenneth O'Donnell, che è come dire da Kennedy stesso. Solo il 4 novembre, su incarico della Casa Bianca, fu fatta a Dallas una ricerca di tre possibili luoghi per il banchetto e solo dieci giorni dopo la scelta cadde sul Trade Mart, che implicava il passaggio obbligato da Main Street, Houston ed Elm Street fino all'imbocco della Stemmons Freeway fino al Trade Mart. La scelta del banchetto al Trade Mart fu resa pubblica per la prima volta il 15 novembre '63 sul Times Herald di Dallas. Il giorno seguente lo stesso quotidiano riferì che il corteo avrebbe fatto il giro del centro passando probabilmente da Main Street, provenendo dall'aeroporto Love Field per raggiungere il Trade Mart. Il 19 novembre il medesimo giornale e il Dallas Morning News dettagliarono per la prima volta la svolta da Main in Houston ed Elm Street fino alla Stemmons Freeway verso il Trade Mart. Il 20 novembre il Dallas Morning News scrisse in prima pagina che da Main Street il corteo si sarebbe diretto verso Stemmons Freeway, ossia vi era il passaggio obbligato per Elm Street (vedere il Rapporto Warren, pp. 46-49 dell'edizione italiana e pp. 30-40 dell'edizione originale, corredata di foto). Col senno di poi si disse che era stato imprudente segnalare in anticipo il percorso del corteo, ma non esiste democrazia in cui si organizzi una parata presidenziale senza permettere al pubblico di conoscere i luoghi dove potere sostare lungo la strada per acclamare un Capo di stato.

2)  L'autopsia di Kennedy fu falsata e il cervello fu fatto sparire perché avrebbe provato che i colpi provenivano da almeno due posizioni diverse.
Non è vero. Pur se imperfetta a causa della fretta di Bob Kennedy di riportare Jacqueline e la salma alla Casa Bianca, l'autopsia individuò correttamente le ferite da proiettile sul corpo del presidente e non è stata mai smentita, fino a oggi, dai patologi ancora viventi che la eseguirono (i dottori Humes e Boswell). Il terzo medico, Pierre Finck, morto nel 1993, confermò a trent'anni di distanza il rapporto autoptico allegato al Rapporto Warren. Il cervello del presidente fu indurito in formalina, esaminato, fotografato e riconsegnato alla famiglia Kennedy insieme ai vetrini di tessuti e liquidi prelevati dal cadavere. Bob Kennedy depositò in una cassetta questi reperti agli Archivi Nazionali, dove rimase fino al 1966. Si suppone che successivamente i resti siano stati distrutti o collocati nella nuova tomba presidenziale (tuttora esistente) inaugurata nel marzo 1967. L'analisi del cervello era utile, ma non indispensabile, ai fini di una corretta valutazione delle ferite al cranio: le tracce di pallottole sulla scatola cranica portarono inequivocabilmente a un colpo che raggiunse l'occipite fuoriuscendo con effetto di scoppio dalla parte antero-superiore del cranio.

3)  Molti dei più importanti testimoni del caso morirono in maniera sospetta poco tempo dopo l'attentato.
Non è vero. Delle oltre 2 mila persone più o meno direttamente implicate nella tragedia di Dallas e nella successiva indagine di Jim Garrison del 1967, i più importanti (compreso lo stesso Garrison) sono sopravvissuti tranquillamente per decenni dopo l'attentato e molti fra i testimoni fondamentali della Commissione Warren sono tuttora vivi e vegeti in Texas, a New Orleans, a Washington e in altri Stati. L' inventore delle morti sospette, Penn Jones, che visse di rendita fino alla morte pubblicando sempre nuove rivelazioni, elencò una dozzina di morti entro i tre anni successivi all'attentato: i testimoni rintracciati dalla Commissione Warren erano stati circa 600 e molti erano persone anziane o malandate. Gli incidenti automobilistici di William Whaley e Rose Cheramie (con la morte della quale Oliver Stone apre il suo film) furono ampiamente chiariti e riconosciuti come tali. Fra l'altro, l'anziano investitore di Whaley morì nel medesimo incidente. Nessuna delle morti citate da Jones è sospetta.

4)  La maggior parte dei testimoni vide o udì qualcuno sparare dei colpi anche dalla collinetta erbosa a destra dell'auto presidenziale e molte persone si diressero verso quella zona subito dopo l'attentato.
Non è vero. Secondo le indagini del Congresso del 1979, solo una parte minoritaria dei testimoni asserì di avere udito i colpi provenire dalla collinetta e le prove acustiche successive stabilirono che dalla loro posizione era facile udire il riverbero degli echi che si diffondevano da altre direzioni nella piazza. La maggior parte dei testimoni sostenne, invece, di avere udito i colpi provenire dalla zona del deposito di libri o da altri punti della piazza. Nessuno ha mai sostenuto, nei verbali redatti dallo sceriffo il 22 novembre e davanti alla Commissione Warren, di avere visto qualcuno imbracciare un fucile e sparare dalla staccionata della collinetta, posizione fra l'altro molto esposta. Il ferroviere Bowers disse di avere visto alcuni uomini a piedi dietro la palizzata prima dell'arrivo del corteo, ma non affermò mai di avere visto qualcuno appostato a sparare. Altri testi videro del fumo salire tra gli alberi sulla collinetta, ma non affermarono mai che fosse prodotto da armi da fuoco. Alcuni lo attribuirono allo scappamento delle moto dei poliziotti, altri a una tubatura di vapore della ferrovia che passava dietro la palizzata. L'analisi di un nastro magnetico registrato da un poliziotto motociclista, nel quale si udrebbe un quarto sparo dalla staccionata sulla collinetta, è stata invalidata nel 1982 dall'Accademia Nazionale delle Scienze Americane. L'indagine congressuale HSCA del 1979 aveva concluso che l'analisi di quel nastro provava il quarto sparo ma, di fronte all'inconsistenza di altre prove balistiche e medico legali, aveva assurdamente concluso che il killer aveva sbagliato il tiro mancando gli occupanti dell'auto, l'auto stessa e qualunque altra cosa presente nella piazza e nei dintorni. Davvero un povero diavolo di killer prezzolato: sbagliare il bersaglio più importante del mondo da una trentina di metri!

5)  Oswald non sarebbe mai riuscito a centrare il bersaglio da quella postazione, con quei tempi e con quel fucile '91 italiano residuato bellico, e ad abbandonare la finestra al sesto piano per essere fermato da un poliziotto nella sala mensa del secondo piano solo novanta secondi dop.
Le numerose ricostruzioni dell'FBI e dell'House Select Committee of Assassinations (1978-79), nonché quella indipendente della televisione CBS (1967), hanno dimostrato che un tiratore scelto delle capacità di Oswald, se avesse precedentemente usato quell'arma, avrebbe avuto la possibilità di colpire il bersaglio, come infatti avvenne, due volte su tre entro i circa 7,9 secondi previsti. Le possibilità erano del 50% e il tiro non era certo facile, ma in ogni caso era del tutto possibile. Oswald non era un pessimo tiratore: il suo commilitone Nelson Delgado ammise che solo prima del congedo era svogliato e sbagliava i colpi. Tutti gli altri dissero che se la cavava abbastanza bene e i suoi libretti di tiro sono lì a dimostrarlo: raggiunse il secondo dei tre livelli di bravura nei Marines.
Ovviamente i "complottisti" non citano mai i suoi commilitoni che dicono questo, ma solo quelli che lo denigrano. Era un buon, anche se non eccezionale, tiratore dei Marines, che equivale a un ottimo tiratore civile. Le caratteristiche balistiche dell'arma di Oswald e di quel munizionamento, nonché la possibilità, con una buona dose di fortuna, di effettuare quel tipo di prestazione per un medio tiratore dei Marines come Oswald, sono state confermate dai periti balistici.
In novanta secondi Oswald ebbe tutto il tempo, come è stato provato da ricostruzioni cronometrate, di nascondere il fucile (pur abbandonando accanto alla finestra i bossoli vuoti e il sacco di carta col quale aveva trasportato il fucile) e di scendere senza affanno nella sala mensa del secondo piano, dove fu fermato dall'agente Baker mentre si era avvicinato a un distributore automatico di bibite.

6)  Il presidente e il governatore non potevano essere trapassati da un unico proiettile che avrebbe dovuto zigzagare più volte per colpirli entrambi. Quel proiettile, ritrovato all'ospedale Parkland,era rimasto praticamente intatto.
Il proiettile recuperato in ospedale poteva avere tranquillamente trapassato i due uomini. I tre colpi erano stati sparati sull'auto (che si muoveva a 17 Km/h in allontanamento quasi rettilineo) da una distanza variabile dai 42 agli 80 metri e da un'altezza di circa 18 metri sul livello stradale; la velocità d'uscita alla bocca di quell'arma, che non era affatto così scadente da non potere permettere l'attentato con quel tipo di proiettile "full metal jacket" calibro 6,5, ossia completamente corazzato, è di circa 650-700 metri al secondo, con gittata massima di 2000 metri.
Nella letteratura balistica, esistono prove su cadaveri umani che indicano la possibilità di questo proiettile di trapassare completamente cinque corpi se non tocca ossa (e tre corpi impattando ossa) entro i 100 metri di distanza. Vi sono stati casi di pallottole di questo tipo recuperate totalmente integre dopo aver attraversato un blocco di tavole di pino per la profondità di un metro e venti.
Il proiettile recuperato a Dallas è fortemente deformato lateralmente. La traiettoria della pallottola mostrata nel film di Stone è falsa, perché presuppone i corpi di Kennedy e Connally perfettamente seduti uno dietro l'altro. Ma Connally, come si vede nel film di Zapruder, si stava voltando indietro mentre fu ferito dal secondo colpo esploso, dopo aver udito il primo che aveva mancato l'auto e ferito di striscio alla guancia lo spettatore James Tague. La ricostruzione tridimensionale al computer delle ferite e della traiettoria portano senza ombra di dubbio solo ed esclusivamente alla finestra del deposito di libri di Oswald quale unica fonte dei colpi che raggiunsero l'auto presidenziale.

7)  Nel film di Zapruder si vede la testa del presidente rovesciarsi improvvisamente all'indietro, segno certo di un colpo proveniente dal davanti o dalla collinetta di lato.
L'analisi dell'House Select Committee of Assassinations (1978) ha stabilito che ai fotogrammi 312-313 (corrispondenti al colpo all'occipite) la testa di Kennedy si sposta in avanti e solo dopo ha uno scatto indietro a sinistra. La violenta ferita ai centri nervosi ha provocato un inarcamento dei muscoli dorsali e di riflesso un brusco spostarsi indietro del corpo, accompagnato anche dall'effetto jet del sangue e del tessuto cerebrale che usciva con violenza in avanti dal cranio. Le ferite del cranio di Kennedy provano senza ombra di dubbio solo una penetrazione posteriore nell'occipite e un'uscita nella zona temporo-parietale-frontale.
Questa natura delle ferite craniche è stata confermata, nonostante le critiche per alcune frettolose approssimazioni della necroscopia condotta al Bethesda (che tuttavia non inficiano la sostanza dell'esame), da noti patologi legali da me intervistati, quali il professor Angelo Fiori (università Gemelli-Roma), il professor Giancarlo Umani Ronchi e il professor Silvio Merli (università La Sapienza-Roma) e dal dottor Leonardo Grimaldi (medico legale università Gemelli-Roma).

8) Kennedy fu ucciso perché voleva ritirarsi dal Vietnam, come sostiene Oliver Stone nel suo film.
E' un'affermazione priva di ogni fondamento. Durante la presidenza Kennedy i militari americani in Vietnam passarono da poche centinaia a 16 mila uomini. Kennedy approvò il colpo di stato contro il dittatore sudvietnamita Diem perché lo riteneva un ostacolo alla vittoria contro i comunisti e il suo ultimo documento sulla questione, nonché le testimonianze dei suoi consiglieri, prova che egli intendeva continuare ad appoggiare l'intervento Usa in Vietnam almeno fino al 1965, non calcolando che la situazione poteva diventare esplosiva e coinvolgente per lui come sarebbe stato poi per il suo successore Johnson. Nessun atto ufficiale di Kennedy, a parte alcune confidenze che avrebbe fatto ai suoi collaboratori, indicano che prima del 22 novembre 1963 egli intendesse abbandonare il Sudest asiatico prima di essere rieletto.

9) Il 24 novembre 1963 Jack Ruby, noto mafioso di Dallas, sparò a Lee Harvey Oswald nella Centrale di polizia per non farlo parlare.
Nessuna prova o testimonianza o confessione di Ruby sul letto di morte (1967) o più recenti memoriali da aprire post mortem e affidati ad avvocati o suoi familiari ha mai portato alla conclusione che Ruby e Oswald fossero pedine di una cospirazione di qualsiasi tipo, né che Ruby fosse affiliato al crimine organizzato, anche se da giovane, a Chicago, aveva frequentato mafiosi italo-americani. Se Ruby avesse fatto parte di una congiura, la sua condanna in primo grado alla sedia elettrica per l'assassinio di Oswald gli avrebbe aperto gli occhi e lo avrebbe indotto a collaborare per salvarsi, facendo i nomi dei suoi mandanti. Nessuno ha mai trovato prove convincenti che dietro il suo gesto ci fosse una regia, a parte il fatto di essere caricato psicologicamente contro Oswald da un suo amico poliziotto. Lo studio dei tempi e dei contrattempi tra l'arrivo di Ruby alla Centrale di polizia e il trasferimento di Oswald ammanettato fanno escludere la partecipazione di Ruby come killer di mandanti.

10)  Gianni Bisiach, sulla scorta di una pubblicazione americana del 1968, sostiene che James Earl Ray, futuro assassino di Martin Luther King, fosse sulla collinetta erbosa lungo il corteo a Dallas il 22 novembre 1963.
L'assassino di Luther King rimase in un carcere del Missouri per rapina a mano armata dal 1960 fino al 23 aprile 1967 e quindi non poteva essere a Dallas il 22 novembre 1963.

11)  L'analisi di foto e film ha evidenziato la sagoma di uno o più attentatori sulla collinetta. Un uomo aprì l'ombrello mentre passava l'auto di Kennedy, come se questo fosse un segnale per i killer appostati in vari punti della piazza.
Nessuna seria analisi, come quella dell'House Select Committee of Assassinations del Congresso del 1978-1979, ha mai evidenziato altro che macchie di luce nel fogliame degli alberi o sul monumento in cemento bianco. L'uomo con l'ombrello, Steven Louie Witt, fu identificato, testimoniò e risultò del tutto innocente: aveva aperto l'ombrello per protestare contro Kennedy a causa della sua rinuncia all' "ombrello nucleare" contro i Sovietici.

12)
Oswald faceva parte di un complotto ordito a New Orleans e scoperto dal procuratore distrettuale Jim Garrison, che aveva fra i suoi organizzatori l'agente della CIA Clay Shaw, il pilota omosessuale David Ferrie, l'ex agente dell'Fbi Guy Bannister e alcuni esuli cubani.

L'House Select Committee of Assassinations indagò su tutto il processo Garrison e non trovò nessuna prova né di complotto né del fatto che Clay Shaw (con lo pseudonimo di Clay Bertrand) fosse un agente della CIA, anche se, come molti uomini di affari che viaggiavano all'estero, era stato informatore della Domestic Contact Division dell'Agenzia. David Ferrie era visceralmente anticastrista e si muoveva nel sottobosco di esuli cubani e di mafiosi di New Orleans, come i luogotenenti di Carlos Marcello, ma non vi è mai stata nessuna prova che lo coinvolgesse nell'attentato contro il presidente. Neanche di Bannister si riuscì a provare un coinvolgimento in questo fantomatico complotto. Il tribunale di New Orleans, nel 1969, assolse Clay Shaw dall'accusa di avere preso parte a un complotto contro Kennedy. La ricostruzione che Oliver Stone fa dell'inchiesta Garrison è un insulto alla verità e alla Storia.

15)  Oswald non uccise il poliziotto Tippit dopo essere fuggito dal deposito dal quale aveva sparato a Kennedy.
Tutte le prove contro Oswald in questo assassinio sono schiaccianti. I testimoni lo riconobbero, fu trovato il suo giubbotto sotto un'auto nei pressi del luogo del delitto, il suo revolver sparò i colpi che uccisero Tippit, Oswald si rifugiò di soppiatto in un cinema e, quando la cassiera del locale (insospettita dal suo atteggiamento) chiamò la polizia, Oswald tentò di sparare a un poliziotto che si stava avvicinando a lui per un controllo.

16) Oswald non poteva portare quella mattina, nel deposito di libri dove lavorava, un pacco tanto grosso da contenere un fucile smontato. Il collega Frazier che gli dette un passaggio in auto al lavoro la mattina dell'attentato, riferì che ricordava il pacco più corto di quello che avrebbe potuto contenere il fucile smontato.
I complottisti ovviamente sospettarono subito di questa discrepanza sulle dimensioni del pacco contenente il fucile e sul fatto che nessuno, come il suo collega Dougherty, lo vide in mano a Oswald che entrava nel deposito, dimenticando di spiegare cosa potesse portare nel pacco e perché il suo fucile '91 sia stato trovato al sesto piano e chi potrebbe avercelo messo al suo posto, dato che non ci sono prove di estranei nel magazzino fino a dopo l'attentato. L'arrivo di Oswald col pacco dall'ingresso posteriore è stato ricostruito e si è notato che l'immediato accesso agli ascensori permetteva di occultare l'involto facendosi poi vedere dai colleghi senza nulla in mano. Oswald aveva tutta la mattina per riprendere da qualunque angolo buio il pacco e portarlo al sesto piano in ascensore, sia liberamente che infilato, per esempio, in uno scatolone per i libri. Le impronte fresche trovate sull'arma erano quelle di LHO. Quindi non c'è dubbio che l'arma fosse stata maneggiata da Oswald nelle ultime ore. Tre testimoni affacciati al quinto piano udirono distintamente tre colpi sulle loro teste.

17)  I poliziotti che scoprirono il fucile dopo il delitto non lo identificarono come un ' 91/38 italiano, ma come un Mauser.
In merito all'identificazione del fucile, si riporta quanto deposto dal vicesceriffo Seymour Weitzman davanti alla Commissione Warren il 1° aprile 1964, volume VII delle udienze, pag. 103: Avvocato Ball: “In a statement that you made to the Dallas Police Department that afternoon, you referred to the rifle as a 7.65 Mauser bolt action? (In una dichiarazione che rilasciò al dipartimento della polizia di Dallas quel pomeriggio, lei si riferisce al fucile come a un Mauser 7.65 a ripetizione manuale?).
Weitzman: ”In a glance that's what it looked like” (E' quello che mi sembrò dandogli un'occhiata)".
Nessuno ha mai dichiarato di avere personalmente letto sul fucile la scritta Mauser: Le foto e le riprese cinematografiche fatte al sesto piano del magazzino librario subito dopo la scoperta dell'arma, nascosta parzialmente sotto una pila di scatole, mostrano il tenente Day con in mano il Mannlicher-Carcano di Oswald. Un'altra foto, molto nota, mostra il tenente Day e l'agente Odum che portano fuori dal deposito il fucile di Oswald, riconoscibilissimo anche dalla strana cinghia con lo spallaccio montata da Oswald. Quel tipo di arma è facilmente confondibile con un Mauser (si vedano le foto pubblicate da Lane tra le pp. 224 e 225 dell'edizione italiana del suo libro). Solo un esperto saprebbe distinguerli. Il '91 fu in origine chiamato anche Mauser Parravicino.
L'ambizioso vicesceriffo Roger Craig (così lo definisce Jim Marrs nel suo libro Crossfire, p. 328) fu talmente preso emotivamente dall'essere coinvolto nelle indagini sull'assassinio del Presidente da raggiungere vere e proprie manie di protagonismo e l'onnipresenza in tutte le testimonianze.
Nel 1967 fu licenziato dalle forze dell'ordine e fu assunto a New Orleans presso una concessionaria d'auto di proprietà di un finanziatore dell'inchiesta Garrison e prima del suo accertato suicidio nel 1975 non ha mai testimoniato sotto giuramento, nonostante gli interrogatori dell'FBI e della Commissione Warren, di avere visto di persona la scritta "Mauser" sul fucile ritrovato. Le sue prime dichiarazioni in questo senso, ma solo giornalistiche, sono riportate nel 1967 e 1968, in occasione dell'inchiesta Garrison. Garrison infatti cita come fonte solo i colloqui di Craig con lui stesso e con il giornalista Hurt. Da notare che, secondo tutte le testimonianze di chi trovò il fucile, l'arma era ben nascosta sotto scatole di cartone, con la parte superiore invisibile a chiunque.
Scrive Garrison: "Weitzman... dichiarò che era stato così ben nascosto sotto le casse dei libri che gli agenti della polizia vi erano passati sopra molte volte prima di trovarlo".
Le foto scattate all'atto del ritrovamento e prima della rimozione sono state pubblicate dalla Commissione Warren e successivamente nel libro High Treason di Groden e Livingstone. Anche questi ultimi due autori sostengono che Craig abbia visto un Mauser, ma le fonti citate in nota sono altri due giornalisti.

Esistono filmati del ritrovamento dell'arma al sesto piano e alcune foto: in tutte le immagini è senza dubbio il Mannlicher di Oswald. Vediamo cosa dicono le altre fonti a proposito del ritrovamento fatto dai vicesceriffi Boone e Weitzman. Il Warren Report, p. 79: "Nessuno toccò l'arma o alterò in alcun modo la scena fino all'arrivo del capitano Fritz e del luogotenente Day. Quest'ultimo... afferrò il fucile per il calcio e lo tenne in quel modo mentre il capitano Fritz apriva l'otturatore e ne estraeva un proiettile inesploso. L'arma rimase al luogotenente Day, che la riportò al dipartimento di polizia perchè fosse esaminata. Nè Boone nè Weitzman maneggiarono il fucile". Ovviamente, nelle note di questa pagina si possono trovare i riferimenti ai volumi e alle pagine delle testimonianze. Un banalissimo errore di identificazione, come si vede. L'importante è che l'errore iniziale sia stato corretto durante la stesura dei verbali e che l'arma sia stata mostrata a tutti e cinefotografata prima di essere rimossa. Ma per chi crede al complotto, anche l'aria che si respira è sospetta e tutto deve essere messo in discussione. Cerchiamo di ragionare sul perchè i proiettili che giunsero su Kennedy e Connally fossero di quel Mannlicher Carcano 6,5 di Oswald (al quale appartenevano anche i bossoli trovati sul pavimento) e sul perché sarebbe stato necessario trovare un Mauser e farlo sparire.
Cosa c'entrava un Mauser con i proiettili giunti nella limousine presidenziale e con i bossoli ritrovati? Non si dimentichi che gli esami balistici (e le impronte digitali rinvenute) hanno dimostrato senza ombra di dubbio la provenienza dei proiettili calibro 6,5 dal fucile di Oswald (compreso quello che egli sparò nell'aprile '63 contro il generale Walker, mancandolo di millimetri) e solo da quello. Le munizioni appartenevano a un unico lotto ed erano stati sparate solo e unicamente dal Mannlicher Carcano C2766 ordinato per posta da Oswald. Non si dimentichino le foto con l'arma, mai smentite fino ad oggi nonostante i tentativi di farle passare per un fotomontaggio, scattategli da sua moglie Marina e il fatto che l'amico George De Mohrenschildt vide a casa di Oswald quel fucile. Non si capisce perciò che senso avrebbe avuto sparare con un Mauser calibro 7,65 al presidente, nascondere il Mauser per farlo ritrovare da quattro ufficiali sotto le scatole e fare poi uscire fuori un Mannlicher Carcano. Che logica avrebbe questo assurdo piano degli eventuali cospiratori? Ma un verbale sbagliato o un'indiscrezione giornalistica bastano a scatenare i complottisti, i dietrologi a tutti i costi. D'obbligo, ovviamente per i complottisti, il sospetto che Craig sia stato ucciso. Anche lo scrittore David Scheim nella sua opera, nonostante un biglietto d'addio lasciato da Craig, insinua il dubbio sul suicidio.

Un attentato in cerca di Mandante

Le teorie sui mandanti dell'attentato sono state decine e spesso in netta contraddizione fra loro. Eccone elencate alcune delle principali.

  1. Oliver Stone: Kennedy fu ucciso da Cia-Pentagono-petrolieri-fabbricanti d'armi-anticastristi perché voleva ritirarsi dal Vietnam.
  2. Thomas Buchanan: i petrolieri del Texas che volevano Johnson al posto di Kennedy e la polizia di Dallas.
  3. Jim Garrison: prima un complotto di omosessuali, poi di Cia-Fbi-anticastristi.
  4. Harold Weisberg: anticastristi di New Orleans.
  5. Edward Epstein: Oswald capro espiatorio di una congiura marxista-castrista-cinese e doppio agente in Usa.
  6. Craig I. Zirbel: il capo del complotto è Lyndon Johnson.
  7. Penn Jones: Connally, Johnson, Fbi, Cia, polizia di Dallas, la stampa che copre il complotto.
  8. Richard Popkin: la Cia ha accumulato prove contro il vero Oswald usando un sosia, subito ucciso.
  9. Michael Eddowes: sovietici e cinesi si sono accordati per uccidere JFK. Nella tomba di Oswald c'è un sosia.
  10. Raymon Marcus: nelle foto ingrandite si vedono quattro o cinque killer nascosti nella piazza di Dallas.
  11. Mary Farrell: indaga sulla vita sovietica di Oswald e sulla moglie russa Marina.
  12. Vincent Salandria: le agenzie federali sono complici nella copertura di un complotto.
  13. Sylvia Meagher: la destra nazista ha ordito un complotto contro Kennedy.
  14. David Lifton: agenzie federali, Johnson, collaboratori di JFK e lo stesso Bob Kennedy coprono un complotto.
  15. Léo Sauvage: Kennedy è stato vittima di una congiura di razzisti del Sud. Oswald usato da Fbi e Cia.
  16. Michael L. Kurtz: è stata una congiura governativa.
  17. James Hepburn: un comitato (Fbi, Cia, anticastristi, Ferrie, Shaw, destra razzista, membri del Congresso, industriali, Minutemen, ufficiali giudiziari, generali dissidenti) ha organizzato, eseguito e coperto l'attentato.
  18. Mark Lane: prima accusa Warren, poi la Cia e gli anticastristi, in seguito l'Fbi.
  19. Joachim Joesten: destra e petrolieri del Texas, "coperti" dalla Cia dopo l'attentato.
  20. John H. Davis: la mafia italoamericana in combutta col Pentagono.
  21. Bonar Menninger e Howard Donahue: a Kennedy ha sparato uno degli agenti dell'auto di scorta del corteo.
  22. Benjamin Price: sono stati i comunisti, Oswald era un comunista
  23. Norman Mailer: Oswald in contatto coi comunisti giapponesi.
  24. Martin Schorr: Oswald, ipnotizzato dal Kgb, è tornato dalla Russia per uccidere JFK come un automa.
  25. William Torbitt: Oswald è un agente di una congiura ordita dai nazisti del gruppo "Odessa".
  26. Yulian Semyonov: Oswald agente dei cinesi appoggiati dalla mafia (Jack Ruby) per il traffico di droga.
  27. Pat Matteo: Kennedy è stato ucciso per prevenire il suo rifiuto di costruire una bomba atomica in miniatura.
  28. Thothnu Tastmona: Kennedy è stato ucciso da un complotto del capo dei Mormoni, Brigham Young.
  29. Bernard M. Bane: Kennedy è rimasto vivo, ma lo tengono nascosto per favorire Johnson.
  30. Robert Anton Wilson: la morte di Kennedy si deve alla setta degli Illuminati delle piramidi.
  31. Neal Wilgus: Kennedy è rimasto vittima della loggia massonica "Ordine degli illuminati".
  32. Jack Anderson: la mafia si alleò con Castro per uccidere Kennedy.
  33. Gore Vidal: Kennedy è stato ucciso dalla mafia di New Orleans.
  34. Mark North: Hoover ha fatto uccidere Kennedy perché voleva destituirlo dalla carica di direttore dell'Fbi.
  35. Milton William Cooper, autore di "Ufo e attualità su JFK": l'autista dell'auto di Kennedy gli ha sparato.
  36. Ilario Fiore: Kennedy è morto vittima dei nazisti e dei razzisti texani.
  37. James Reston Jr.: a Dallas il vero obiettivo era Connally, Kennedy fu colpito per sbaglio.
  38. Nigel Turner e Christian David: Kennedy è stato ucciso dalla mafia còrsa di Antoine Guerini.
  39. Louis Angel Castillo: si dichiara l'autore dell'attentato dopo un'ipnosi fatta dalla Cia e dai castristi.
  40. Henry Hurt: Robert Easterling sarebbe il vero killer di JFK, inviato da Cia e anticastristi.
  41. John R. Craig: Philip A. Rogers sarebbe l'autore dell'attentato, commissionatogli da Cia e anticastristi.
  42. Robert D. Morrow: si dichiara il vero killer di JFK in una cospirazione Cia-mafia.
  43. P. Meisner sul "Workers World": "Mercenari americani hanno collaborato all'assassinio di John Kennedy".
  44. Gerard Cambri: "Il cervello di JFK rubato perché, se stimolato elettronicamente, avrebbe rivelato i killer".
  45. Charles De Gaulle: "La polizia di Dallas voleva uccidere Oswald, ma si servì poi di un sicario:Jack Ruby".
  46. Sylvan Fox: enti federali e polizia di Dallas coprirono il complotto.
  47. Scoop giornalistici: Kennedy ucciso dalla vedova di Nhu, cognata del presidente sudvietnamita Diem.
  48. Kennedy ucciso da Aristotile Onassis, indebitato con gli Stati Uniti e innamorato di Jacqueline.
  49. Kennedy ucciso dagli alieni, perché aveva dato il via alla conquista dello spazio extraterrestre.
  50. Kennedy fu ucciso dal Mossad israeliano, secondo il tecnico nucleare israeliano Mordechai Vanunu.
  51. Kennedy fu ucciso da un complotto dei vertici della Federal Reserve per i suoi pericolosi progetti di intervento sul dollaro (Jim Marrs).
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Commenti

sacha
11/10/2011 20:20:02
chi ha scritto questo articolo ha bisogno di cure, oppure di vendere un libro che avrà venduto sette copie (i parenti dell'autore)
RUCA
27/02/2012 11:53:22
sono pienamente daccordo con Sacha .. chi ha scritto questo articolo ha solo bisogno di cure .. oltre che documentarsi meglio magari .. e sopratutto usare il cervello .. lo hanno capito anche i muri che ad uccidere Jfk sono stati i servizi segreti C.I.A. F.B.I. e compagnia cantanti .. e sopratutto le risposte alle domande sopracitate .. sono prive di significato e prive di qualsiasi fondamento .. sono in se.. in termine tecnico ... delle stronzate
Giulia
08/07/2012 01:51:00
E' l'autistaaaa.. Si vede kiaramante nel video!!
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