Il Silenzio degli Innocenti

scritto da alessandro il 5 settembre 2006 Commenti 0 Cinema e Televisione

Sin dalla sua prima uscita, nel 1991, "Il silenzio degli innocenti" di Jonathan Demme venne subito considerato dal grande pubblico come un classico del genere. Un cast di prim'ordine, con Jodie Foster e Anthony Hopkins, e una struttura narrativa ineccepibile davano alla pellicola uno spessore che gli valse l'Oscar.
Per chi non conoscesse il film, basti sapere che il tutto viene giocato sul rapporto dell'agende FBI Clarice Staring (impersonata dalla Foster) ed il cannibale rinchiuso nel manicomio criminale Hannibal Lecter (Hopkins), "collaborazione", la loro, finalizzata alla cattura di un secondo omicida ancora in libertà. Il tutto viene vissuto in maniera molto intima dai personaggi, e per l'agente la situazione diventa un duro percorso alla riscoperta di se stessa e dei suoi valori.

Abbiamo detto il film fu da subito un successone, ma c'è chi ha trovato una ben precisa spiegazione per tale successo. Il fatto è che nella locandina ci sarebbe un messaggio subliminale di natura sessuale che avrebbe invogliato milioni di persone ad andarlo a vedere al cinema.

Diamo un'occhiata a questo punto alla locandina incriminata. Vediamo l'immagine pallida di una donna con una strana falena sulle labbra, sul dorso della quale si vede l'immagine di un teschio. Tutti elementi caratteristici del film: l'orrore, il silenzio, il mistero...
Ma se osserviamo bene il teschio disegnato sulla falena è un'illusione ottica, e in verità è formato dai corpi contorti di sette donne completamente nude.

Il fatto che ci siano è inequivocabile. Difficile è dire però se questo abbia effettivamente attirato il pubblico. Come sappiamo gli effetti dei cosiddetti messaggi subliminali non sono affatto comprovati (vedere ad esempio quelli relativi alla Camel).
C'è un altro elemento però che può ricollegare tale immagine a un gioco degli autori o meglio a una citazione artistica.
Nel 1951 Philippe Halsman, su disegno di Salvador Dalì, scattò una fotografia che ritraeva i corpi di sette donne svestite in una posa che, vista da lontano o con disattenzione, poteva far pensare ad un teschio. Mettendo a confronto le due immagini la somiglianza è palese, tanto da far pensare, a mio avviso, ad una ben consapevole citazione.

Commenti

Commenti chiusi
Seguici via RSS


RecentComments

Ultimi Commenti
Comment RSS
Login
Accedi
 
 
Log in