Il Licantropo

scritto da alessandro il 9 settembre 2006 Commenti 0 Creature Leggendarie

La credenza che gli uomini possano avere il potere di tramutarsi in animali feroci attraverso riti magici volontari o involontari è decisamente antica, e la possiamo ritrovare in tantissime culture. Altrettanto antica è la genesi di creature metà umane e metà ferine (pensiamo ad esempio al Minotauro), e altrettanto antica è la consuetudine, sopratutto da parte di popoli primitivi o che vivono a stretto contatto con la natura, di coprirsi con pelli di animali per semplicemente per coprirsi, come simbolo di potere o per acquistare magicamente le caratteristiche dell'animale. La figura del licantropo, uomo lupo o lupo mannaro, deriva da tutte queste considerazioni.

Non sempre l'abbinamento uomo e lupo ha una connotazione negativa, perchè il lupo è anche simbolo di forza, agilità e abilità di cacciatore. Tanto che diverse popolazioni si vantavano di discendere direttamente dal lupo (pensiamo ad alcune popolazioni barbare o, in Italian ai Lucani, termine derivante dal greco "lykes", ovvero lupo).
Altre volte, però prevalgono i concetti di bestialità, di ferocia. Il lupo, soprattutto per la cultura contadina ha una connotazione fortemente negativa. Esso è la bestia che uccide le greggi, che può attaccare l'uomo, e da questo deriva la sua figura cattiva usata soprattutto come monito per i bambini (pensiamo anche alle favole, e al luogo comune del "lupo cattivo").

Secondo la tradizione, l'uomo lupo subisce una trasformazione in seguito all'influsso della luna piena. Quando gli uomini cominciarono ad addomesticare canidi simili ai lupi per usarli nella caccia, notarono che essi erano soliti ululare alla luna. Nel tempo i concetti di luna, di caccia, di lupo si intrecciarono in mitologie sempre più complesse. Ad esempio la dea della Luna era spesso fusa con la dea della caccia (Diana nei miti romani, Artemide in quelli greci, Ishtar in quelli babilonesi), e i suoi cani da caccia erano spesso uomini che lei stessa aveva tramutato in lupi.
Spesso il licantropo non è consapevole del suo stato, e non ricorda le sue trasformazioni e i delitti di cui si macchia; chi è morso da questo diviene a sua volta un licantropo (tema in comune con figure come il vampiro). Ma è possibile ucciderli, attraverso proiettili benedetti, meglio se d'argento.

Il Licantropo: le cronache medievali

La figura del lupo mannaro nasce prevalentemente in Europa, diffondendosi soprattutto nel Medioevo con le leggende e i miti provenienti dalla Scandinavia, dalla Francia, dalla Germania, dalla Sicilia e dalla Grecia, ma possiamo trovare analogie con gli uomini-tigre o gli uomini-iena della cultura africana e negli uomini-giaguaro di quella sud-americana.
Nelle cronache, soprattutto medievali, non mancano casi di processo a uomini-lupo. Era òìepoca della caccia alle streghe, ed in tato furore di repressione diabolica anche molti lupi mannari furono condannati al supplizio ed al rogo.
Peter Stump, giustiziato in GErmania nel 1598, confessò di aver ricevuto dal demonio il potere di trasformarsi in lupo. Per 25 anni, egli si era nutrito di carne umana, uccidendo centinaia tra donne e bambini, compreso il suo stesso figlio. Nella Francia dell'epoca, il principale esperto di lupi mannari era l'implkacabile giudice Henry Boguet, che operava in Borgogna. Fu lui a mandare al rogo Gilles Garnier, assassino di bambine noto come l'eremita di St. Bonnot, ed un'intera famiglia di licantropi, i Gandillon, che anche chiusi in cella ululavano e camminavano a quattro zampe.
Diverso fu il caso di Jean Grenier, un pastorello di 13 anni della regione di Bordaux, che si vantava di trasformarsi in lupo e di uccidere in quella forma cani, pecore e bambine. Si scoprì che di notte, in preda a raptus probabilmente epilettici, si vestiva di pelli e girava nei boschi ringhiando e ululando. Fu risparmiato al rogo e affidato al convento francescano di Bordeaux.

Gli antichi conoscevano la licantropia, o morbo lupino. Nel II secolo d.C., il medico Claudio Galeno la definiva una forma di "melanconia cerebrale", per cui gli uomini perdono la loro identità e vanno in giro di notte, solitamente nel mese difebraio, credendosi lupi e comportandosi come tali. Nell'antica Roma, i lupi mnnai, come testimonia Petronio nel Satyricon ,erano chiamati Versipellis (rovescia-pelle): di fuori avevano aspetto di uomini, ma il pelo cresceva all'interno, e per trasformarsi in lupi si rivoltavano come un guanto.
Lupo Mannaro deriva dal latino medievale Lupus Hominarius, uomo lupo. Identico significato hanno il termine inglese Werewolf e il francese Loup-Garou; anche licantropo ha il medesimo significato, ma deriva dal greco.
Secondo i racconti, i tratti distintivi del licantropo erano i denti all'infuori, orecchie piccole e appuntite, sopracciglia folte ed unite, una peluria fuori dal normale, unghie lunghe.
Per diventare un lupo mannaro sarebbe stato possibile attraverso rituali magici, ma anche innavertitamente, bevendo ad esempio da una pozzanghera calpestata da un lupo, mangiando carni di lupo, o addirittura mangiando ad esempio le carni di una pecora uccisa da un lupo.

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