L’assassino era Oswald? No, grazie.

scritto da giuseppe sabatino il 8 maggio 2008 Commenti 1 Guerre e Complotti

Diego Verdegiglio, autore del libro “Ecco chi ha ucciso John Kennedy”, le cui conclusioni sostengono appassionatamente quelle del Rapporto Warren, ripete saltuariamente che, tra il ’66 e l’86, egli fu un convinto complottista al quale era stato lavato il cervello con rivelazioni sensazionali e ipotesi varie. Quindi Verdegiglio nasce complottista, per poi, grazie a illuminanti riesami della documentazione ufficiale, diventare un accanito sostenitore della “teoria del folle solitario”. Ma questo fatto rappresenta un’assoluta rarità nel panorama delle opinioni sul caso JFK, in quanto è stato proprio l’approfondimento della documentazione disponibile a convincere molti seri ricercatori che le conclusioni ufficiali non reggevano di fronte all’enorme massa di elementi che le contraddicevano in modo palese. Per questo motivo la conversione di Verdegiglio, più che un genuino ripensamento, mi appare come un modo per dare maggiore credibilità alle ipotesi esposte nel suo libro, nel quale, peraltro, si possono riscontrare errori inaccettabili per un autore che non nasconde la sua convinzione di essere un esperto del caso JFK.

In realtà, il libro di DV è tutt’altro che un’accurata analisi dei documenti, visto che la principale preoccupazione dell’autore è quella di screditare e denigrare, con discutibili argomentazioni, molti di coloro che hanno giustamente attaccato il Rapporto Warren. Ma non sarà certo la scoperta di qualche errore di Gianni Bisiach, o qualche licenza artistica di Oliver Stone, ad inficiare le legittime e giustificate ragioni dei detrattori delle due inchieste ufficiali sull’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.
Nell’occasione intendo contestare alcune affermazioni contenute nell’articolo di Verdegiglio, intitolato “Sorpresa, l’assassino era Oswald”, pubblicato in questo sito. E aggiungo che è troppo semplice farsi banali domande, per poi darsi comodamente le risposte. Per questo motivo la replica si limiterà agli aspetti più importanti.

1) Per quanto riguarda l’autopsia (punto 2 di DV), è assolutamente falsa l’affermazione secondo cui furono esattamente individuate le posizioni delle ferite, anzi questa è una delle questioni più controverse. Il Rapporto Warren colloca la ferita alla testa di Kennedy in un punto situato a 2,5 cm a destra e leggermente sopra la EOP (protuberanza esterna dell’occipite), mentre l’HSCA, quindici anni dopo, la riposiziona circa 10 cm più in alto, probabilmente perché la precedente collocazione era incompatibile con la traiettoria del proiettile presumibilmente sparato da Oswald. Guardate qui a lato.
Si tratta della radiografia (laterale destra) del cranio di JFK. Non solo è inaccettabile ed incomprensibile che due commissioni d’inchiesta ufficiali, costate milioni di dollari di quei tempi, trattino la posizione della ferita alla testa del Presidente come se fosse una pedina su una scacchiera, ma, paradossalmente, nessuna delle due traiettorie ipotizzate collima con lo sciame di frammenti depositato dal passaggio del proiettile. Inoltre, secondo molti illustri periti balistici, l’eccessiva frammentazione visibile nella radiografia qui sopra è incompatibile con i proiettili FMJ (full metal jacketed) che sarebbero stati utilizzati da Oswald, e i test condotti dalla stessa CW lo dimostrarono.
DV continua imperterrito a citare gli esperti da lui consultati, nonostante questi non abbiano mai avuto a che fare con la
documentazione medica originale; e comunque al sottoscritto piacerebbe molto sapere cosa pensano quegli esperti delle incongruenze appena rappresentate.
Per quanto riguarda la ferita alla schiena, le contraddizioni sono anche più evidenti, e Verdegiglio le conosce benissimo. Altro che “ferite esattamente individuate”.

2) Al punto 5 DV asserisce che “Le numerose ricostruzioni dell'FBI e dell'House Select Committee of Assassinations (1978-79), nonché quella indipendente della televisione CBS (1967)” hanno dimostrato che ……”.
Mai, e ripeto MAI, alcun test è riuscito a simulare l’impresa attribuita a Oswald, men che meno quelli effettuati dall’HSCA e dalla CBS, durante i quali non fu utilizzato il fucile ritrovato al TSBD. Per quanto riguarda le “DIMOSTRAZIONI” dell’FBI, ecco di seguito i risultati ottenuti dai periti che testarono la presunta arma dell’assassinio.

"Nemmeno un colpo andato a segno!!!"
E nei primi due casi spararono alla ridicola distanza di 10-15 metri.

Un’altra clamorosa falsità riportata da DV riguarda le dichiarazioni di Nelson Delgado, commilitone di Oswald. Delgado testimoniò, senza alcuna eccezione temporale, che Oswald era un tiratore a dir poco scarso, che veniva deriso per le sue performance di tiro, e al quale non interessava neppure migliorarsi. Delgado fu quasi perseguitato dall’FBI prima della sua apparizione davanti alla CW, proprio con l’obiettivo di convincerlo ad attenuare le sue precedenti dichiarazioni sulle incapacità di Oswald come fuciliere. Il testimone, invece, non solo, le confermò, ma rivelò alla Commissione Warren le pressioni subite dagli agenti del Bureau.

Verdegiglio dice pure che “Tutti gli altri dissero che se la cavava abbastanza bene e i suoi libretti di tiro sono lì a dimostrarlo: raggiunse il secondo dei tre livelli di bravura nei Marines”. Tutti gli altri chi? Si facciano i nomi, cortesemente, nel caso esistano.

Riguardo ai libretti di tiro, l’unico ufficiale in grado di giudicare Oswald, il colonnello Folsom, testimoniò, non solo, che i risultati raggiunti da Oswald erano tipici di un mediocre tiratore, ma aggiunse che la sua migliore performance di tiro era probabilmente da attribuire ad un colpo di fortuna.

3) Al punto 6 DV dice che “Il proiettile recuperato a Dallas (CE399) è fortemente deformato lateralmente”. Solo guardando la pallottola da sotto si nota un'ammaccatura alla base. Ma solo alla base (3°foto in alto, da sinistra). Per il resto la pallottola è praticamente intatta (la scalfittura sulla punta fu conseguenza di un prelievo per analisi). E questo proiettile avrebbe frantumato 10 cm di costola e fratturato il polso destro di John Connally, dopo aver attraversato il collo di Kennedy?
Qui a lato vedete un proiettile sparato al polso di un cadavere nel corso di un test effettuato per la Commissione Warren. Possiamo osservare il completo schiacciamento della punta del proiettile, sebbene quest’ultimo avesse attraversato solo un osso, e non anche una costola.
L’incongruenza del confronto è talmente palese che basta ed avanza per escludere la possibilità che il reperto 399 potesse aver attraversato due corpi, provocato i danni che sappiamo, ed essere rimasto nelle condizioni che vediamo.
Se Verdegiglio è capace di mostrarci una pallottola che ha fatto ciò che viene attribuito al reperto 399, ed è rimasta nelle stesse condizioni del reperto 399, noi saremo felicissimi di ammirarla.

4) Al punto 7 DV afferma che “Le ferite del cranio di Kennedy provano senza ombra di dubbio solo una penetrazione posteriore nell'occipite e un'uscita nella zona temporo-parietale-frontale”. Rimando il lettore al punto 1) della presente replica.

5) Il punto 11 dell’articolo di Verdegiglio evidenzia un altro errore. L’HSCA, esaminando una foto scattata da Phil Willis, “accertò” che sulla collinetta, dietro la massicciata di cemento, stazionava una persona con in mano qualcosa “di rettilineo”. Quel soggetto non fu mai identificato.

6) Altra falsità al punto 12. Nonostante il fatto che il processo Garrison non fosse riuscito a collegare Clay Shaw all’attentato di Dallas, documenti rilasciati successivamente dimostrano inconfutabilmente gli stretti legami tra Shaw e la CIA. Anche L’HSCA, oltre a riabilitare molti aspetti dell’inchiesta Garrison, non pubblicò documenti che indicavano il collegamento Shaw-CIA. Se la ricostruzione di Oliver Stone rappresenta un insulto alla verità, mi chiedo cosa rappresenti la ricostruzione Posner-Verdegiglio.

7) Al punto 16 DV riferisce di impronte fresche lasciate sul fucile dell’assassinio. Impronte fresche?
Furono trovate “così tante impronte fresche” su quell’arma, che solo dopo la morte di Oswald ne saltò fuori una (palmare). La stessa Commissione Warren nutriva forti dubbi sull’improvvisa apparizione di quell’impronta nei laboratori della polizia di Dallas, dopo che l’FBI non ne aveva trovata nessuna.

Per maggiori informazioni leggi http://www.jfkennedy.it/L'improntapalmaresulfucile.html

Concludendo, mi auguro che l’annunciata ristampa di “Ecco chi ha ucciso John Kennedy”, oltre a correggere errori già peraltro riconosciuti dall’autore, tenga conto delle tante novità intervenute negli ultimi anni, ivi comprese le prove di evidenti manipolazioni riguardante la documentazione fotografica dell’autopsia. Il problema per Verdegiglio consiste nel fatto che, così facendo, sarebbe costretto a stravolgere anche le conclusioni finali del suo libro, e su questo sono molto scettico

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Commenti

Manuel Cardinali
03/12/2011 01:03:20
Ma quale folle solitario....suvvia....e il fratello?? l' Omicidio politico risulta sempre il più incredibile, perchè avviene sotto i riflettori, sulla scena teatrale più sfavillante, cioè la realtà dei signori e potenti della terra....E' sempre stato così. Pensate a Giulio Cesare....cose così rimangono nella memoria collettiva.....che a differenza di quella del singolo individuo non è affatto capace di elaborare un lutto, perchè non è la memoria dell' individuo, ma della specie.
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