Come nascono e si diffondono le Leggende Metropolitane

scritto da alessandro il 5 settembre 2009 Commenti 2 Approfondimenti

In passato le leggende nascevano laddove regnava l'irrazionalità, e queste avevano proprio lo scopo di razionalizzare ciò che razionale non appariva, per infondere uno stato di apparente sollievo e comprensione a chi ne avesse avuto bisogno. Da questo punto di vista non è cambiato nulla, a riprova del fatto che le leggende metropolitane sono il frutto del folklore moderno. L'uomo deve sempre trovare qualcosa che spieghi fenomeni altrimenti incontrollabili; anche se le storie sono campate in aria, basta che siano sufficienti a dare corpo ai fantasmi e placare così l'ansia. Più in generale possiamo dire le molti racconti ci turbano proprio perché parlano del diverso, l'animale esotico e feroce, il nero, il tossicodipendente; e proprio per questo la base narrativa e culturale da cui quasi tutte le leggende metropolitane traggono origine sono propri i pregiudizi e gli stereotipi.

Il protagonista, il primo autore di queste leggende, non si trova praticamente mai. È successo ad esempio nel 1989, quando, proprio per dimostrare la velocità di diffusione di una voce, lo psichiatra napoletano Claudio Ciaravolo fece sapere in giro che sui banchi del mercato di Forcella si potevano trovare delle magliette con, dipinta sopra, la cintura di sicurezza, permettendo così all'autista che l'avesse indossata, di non allacciare l'odiato strumento.
Quotidiani, periodici, telegiornali sono caduti nella trappola e hanno pubblicizzato le fantomatiche magliette, come dimostrazione della brillante creatività partenopea. Il suo scopo era quello di studiare la diffusione di una voce messa in circuito e la sua velocità di trasmissione; nonostante il suo "creatore" abbia più volte sottolineato che si trattava di un esperimento, sono tutt'oggi molti che considerano il fatto reale. L'esperimento della maglietta di sicurezza convalida l'idea che ad alimentare le leggende urbane è la tendenza a valorizzare ciò che è in linea con le nostre aspettative sociali e con il nostro sistema di credenze e pregiudizi.

Il fatto che queste storie resistano a lungo tempo, diffondendosi velocemente tra le persone, dipende dal fenomeno chiamato "legge del passaparola". Ormai è noto come sia più convincente il messaggio giunto da un nostro amico o da un conoscente piuttosto che da uno spot pubblicitario tradizionale. Nel primo caso, infatti, la persona che riceve l'informazione è più disponibile psicologicamente ad accettarla essendo sicura che non esiste alcun interesse economico personale nascosto. Le leggende metropolitane si diffondono nelle grandi città poiché queste dispongono in quantità del mezzi di produzione del passaparola: piazze, scuole, bar, luoghi di ritrovo e centri di socializzazione. Il successo del passaparola è infine completo quando c'è un ritorno del messaggio, ossia quando la persona che partecipa alla trasmissione finisce per riceverlo. Allora l'invenzione diventa certezza, notizia. E continuerà, proprio perché mai verificabile, a circolare tra la gente, riproposta periodicamente in luoghi e tempi diversi.

Commenti

Diego
05/04/2010 03:22:33
Ciao, volevo segnalarti questo articolo che descrive la nascita di una non tantissimo nota leggenda metropolitana: "Il quadro del bambino che piange"
http://www.gialli.it/la-leggenda-del-quadro-del-bambino-che-piange

Certo che basta un nulla per generare il caos!
rrt
17/02/2011 13:58:42
il top della "ciste" (sfiga in napoletano) restano le suore nella 127 bianca!
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